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CDU, si dimettono i protagonisti dello scandalo mascherine. Laschet: ” Fuori dal parlamento chi cerca di arricchirsi con la crisi!”

La CDU è profondamente scossa dal cosiddetto scandalo mascherine legato a Nikolas Löbel, 34 anni, la cui società di consulenza ha mediato l’acquisto di dispositivi di protezione individuale tra i produttori e le aziende del suo collegio elettorale. Per questo, Löbel avrebbe intascato anche pesanti commissioni, fino a 250.000 euro, come nel caso di un contratto per la fornitura di mascherine tra due aziende private di Mannheim e Heidelberg e il Land del Baden-Württemberg. Insomma, è accusato di aver sfruttato il suo ruolo di parlamentare per arricchirsi durante crisi senza precedenti.

Nikolas Löbel . Photo by Von Dkckrls – Eigenes Werk, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=64500684

In una e-mail in possesso del quotidiano tedesco BILD, datata 20 aprile 2020, Löbel avrebbe scritto a due membri del consiglio di amministrazione di una grande impresa operante in ambito sanitario: “Sono sempre stato interessato dagli affari e la politica e dal giusto equilibrio tra loro“. Dichiarazioni che sono risultate moralmente intollerabili all’opinione pubblica e anche agli esponenti del suo stesso partito.

Quello di Löbel non è l’unico caso a scuotere la CDU. Anche il membro della gemella CSU deputato al Bundestag Georg Nüßlein (51 anni), infatti, si sarebbe arricchito nell’ambito della mediazione di accordi relativi all’acquisto di mascherine. A carico di Nüßlein ci sono accuse anche più gravi, è infatti sospettato di evasione fiscale per una presunta provvigione non dichiarata di oltre 650mila euro.


Armin Laschet

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Scandalo mascherine: terremoto nella CDU

La CDU è stata scossa fino alle fondamenta da questo scandalo, anche considerando l’approssimarsi delle elezioni di settembre. Il leader del partito, Armin Laschet, ha invitato entrambi i politici accusati a dimettersi immediatamente. “Chiunque, come rappresentante del popolo, cerca di arricchirsi personalmente in questa crisi, deve lasciare immediatamente il parlamento”, ha dichiarato Laschet al Südkurier.

Gli ha fatto eco il leader della CSU Markus Söder, che ha twittato “Questo è incompatibile con i valori fondamentali dell’Unione” e ha invitato i politici coinvolti a confessare e ad accettare le conseguenze del caso.

Nikolas Löbel si dimette e lascia la CDU

Domenica, Löbel aveva affidato a una dichiarazione scritte le sue scuse, annunciando le sue dimissioni immediate dal gruppo parlamentare CDU/CSU e dichiarando però di voler conservare il seggio al Bundestadg fino al 31 agosto. Secondo le informazioni in possesso della BILD, avrebbe motivato questa scelta sulla base della volontà di tutelare i membri del suo staff e le loro famiglie.

Lunedì, tuttavia, Löbel ha annunciato di volersi dimettere anche dal suo incarico al al Bundestag, presumibilmente a causa delle pressioni arrivate pressoché da ogni direzione all’interno del suo partito, oltre che dall’opinione pubblica. “Ho informato il presidente del Bundestag tedesco che mi dimetto dal mio mandato con effetto immediato”, ha infine dichiarato.

Anche Georg Nüßlein lascia il partito

Georg Nüßlein ha respinto “risolutamente” le accuse, ma si è comunque dimesso dalla sua posizione di vicepresidente del gruppo parlamentare e ha annunciato che non si ricandiderà alle elezioni del Bundestag a settembre.

Lunedì, il Segretario Generale della CSU Markus Blume, dopo una riunione del presidio della CSU, ha annunciato che Nüßlein si è ora dimesso anche dal partito.

(Fonti, BILD1, BILD2)

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