Germania: Eventim vuole vendere biglietti per concerti solo ai vaccinati

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Eventim, nota piattaforma per la vendita di biglietti online per eventi e concerti, ha avanzato una proposta che molti trovano controversa, ravvivando il dibattito sui presunti privilegi vaccinali.

L’azienda vorrebbe vincolare la possibilità di acquistare biglietti per i concerti alla presentazione di un certificato di avvenuta vaccinazione contro il Covid. L’idea è parsa a molti impraticabile, ma la ministra della giustizia Christine Lambrecht (SPD) sostiene che non sia affatto illegittima, in linea di principio.


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Si ritorna quindi a quanto aveva detto poco tempo fa il ministro degli esteri Heiko Maas (SPD) rispetto alla necessità di limitare allo stretto indispensabile le restrizioni ai diritti fondamentali dei cittadini, come quello di aggregarsi e frequentare luoghi pubblici.

La motivazione addotta da Eventim è la medesima identificata da Maas e Lambrecht: se le persone vaccinate non possono contagiarsi – indipendentemente dalla possibilità o no di contagiare i non vaccinati – perché dovrebbe essere loro proibito di ritrovarsi in gruppo a svolgere attività normali, in luoghi nei quali non hanno accesso le persone che non hanno ancora ricevuto entrambe le dosi del vaccino?

Kuebi = Armin Kübelbeck, CC BY-SA 3.0 , via Wikimedia Commons

La proposta di Eventim

Naturalmente, sottolinea il direttore di Eventim Klaus-Peter Schulenberg, questo tipo di allentamento delle restrizioni agevolerebbero anche gli organizzatori di eventi e concerti, che sono stati fra le categorie in assoluto più colpite dalla crisi economica legata alla pandemia. Se, infatti, i ristoratori possono contare almeno sui piccoli introiti dell’asporto, per chi organizza eventi è quasi impossibile convincere il pubblico a pagare per accedere a eventi online, specialmente di ambito artistico o musicale.
Per questo motivo, una volta stabilito che vi siano abbastanza dosi di vaccino per tutta la popolazione, si dovrebbe offrire ai gestori di locali e organizzatori di eventi la possibilità di permettere l’accesso a chi è già immunizzato.


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Il quadro legale: le aziende possono scegliere con quali clienti lavorare

Secondo la ministra Lambrecht, in gioco ci sono essenzialmente due fattori: da un lato il diritto dello stato a limitare le libertà fondamentali, dall’altro quello delle imprese a decidere a chi offrire i propri servizi. Se, in questo ipotetico scenario, gli esercenti, una volta autorizzati a riaprire, volessero scegliere di interagire solo con un gruppo di persone specifico, per esempio le persone vaccinate, tale scelta sarebbe lecita.
D’altra parte, il distretto di Altötting in Baviera ha già iniziato a distribuire certificati di avvenuta vaccinazione.

Freud, CC BY-SA 3.0 , via Wikimedia Commons

Tuttavia, almeno in una fase iniziale, il numero di persone vaccinate potrebbe risultare troppo esiguo per rendere questa strada effettivamente praticabile e soprattutto per poter rappresentare una fonte di introiti rilevante per gli operatori del settore.

Soprattutto se si considera il fatto che, almeno in questo momento, la maggior parte dei vaccinati non appartengono, per una squisita questione demografica e generazionale, allo zoccolo duro dei frequentatori di concerti. Considerando che le persone più giovani e sane saranno fra le ultime a poter essere vaccinate, l’efficacia di questo periodo di “privilegio” si tradurrebbe in una transizione relativamente breve, prima di arrivare alla normale ripresa di tutte le attività.


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La maggior parte delle forze politiche sono contrarie ai privilegi vaccinali

Nel corso della passata settimana, tuttavia, da diversi partiti è arrivato un reciso rifiuto dell’idea di qualsiasi forma di privilegio vaccinale.

Angela Merkel ha sottolineato come non si possa pensare a un allentamento delle limitazioni fino a quando non sarà chiaro il potenziale infettivo dei vaccinati, mentre il leader dell’FDP Christian Lindner ha dichiarato che nessun trattamento speciale dovrebbe essere possibile fino a quando tutti coloro che desiderano essere vaccinati non ne abbiano avuto la possibilità.
Il ministro dell’interno Horst Seehofer (CSU), inoltre, ha dichiarato che l’introduzione di privilegi vaccinali equivarrebbe a un modo di far “rientrare dalla porta di servizio” l’idea di una vaccinazione obbligatoria, che è stata scartata senza mezzi termini dal governo e contro la quale Seehofer si era già espresso in passato.