Berlino, il ministro Spahn: “Impossibile scegliere il vaccino”. La senatrice Kalayci: “Dovremmo avere questa libertà”

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scegliere il vaccino
Photo by arne-mueseler.com

Scegliere il vaccino, un tema affrontato spesso nelle ultime settimane, da quando appare chiaro che a breve l’offerta non sarà più ristretta alla somministrazione del prodotto Biontech-Pfizer.

Sabato scorso il ministro della salute Jens Spahn (CDU) e il direttore del Robert-Koch Institut, Lothar H. Weiler, hanno preso parte a una discussione online, nel corso della quale hanno risposto ad alcune delle domande più comuni e frequenti sulla campagna vaccinale contro il Covid-19. Uno dei quesiti più pressanti è stato appunto quello relativo alla possibilità di scegliere il vaccino, opzione che al momento, ha detto Spahn, non è possibile e nemmeno prevedibile all’interno del piano di vaccinazioni messo in atto dal governo.

In senso contrario si è però espressa Dilek Kalayci (SPD), senatrice alla sanità di Berlino, la quale ha dichiarato che i berlinesi dovrebbero avere la possibilità di scegliere fra i due vaccini disponibili.

Bundesgesundheitsminister Spahn besucht das Saarland by Das Saarland

Per la città di Berlino sono attualmente in progettazione sei centri di vaccinazione. Quello già aperto, presso la Treptow Arena, distribuisce il vaccino Biontech-Pfizer, mentre quello di prossima apertura nel palaghiaccio Erika Heß di Wedding distribuirà quello di Moderna, le cui prime forniture dovrebbero arrivare in Germania martedì.

A questo proposito, il presidente della Commissione permanente sulla vaccinazione, Thomas Mertens, ha specificato che i due vaccini attualmente approvati in Europa, ovvero quello di Pfeizer-BioNTech e quello di Moderna, sono sostanzialmente equivalenti in termini di sicurezza e di efficacia nella protezione dal contagio.
Dei sei vaccini attualmente in lavorazione, il prossimo che pare destinato all’approvazione da parte dell’EMA (l’Agenzia Europea del Farmaco) è quello prodotto dalla casa farmaceutica anglo-svedese AstraZeneca.

Il ministro Spahn ha poi sottolineato che, nonostante sia ancora necessario adottare misure di sicurezza come il distanziamento sociale e l’obbligo di indossare maschere protettive, la Germania ha decisamente intrapreso la strada giusta per uscire dalla pandemia. Sono già mezzo milione, infatti, le persone vaccinate in tutto il paese dal 27 dicembre scorso, data in cui ufficialmente si è dato inizio alla campagna vaccinale in tutta Europa.

Naturalmente si tratta di coloro che hanno ricevuto la prima dose del vaccino: sia che si tratti della formula di Pfeizer-BioNTech che di quella di Moderna, infatti, la copertura può essere raggiunta solo dopo la somministrazione della seconda dose, che deve avvenire rispettivamente a tre e quattro settimane di distanza dalla prima. Naturalmente è indispensabile che ogni persona riceva due dosi del medesimo vaccino.

Al momento la campagna vaccinale sta interessando soprattutto le categorie più a rischio: anziani di età superiore agli 80 anni, residenti delle case di riposo e personale medico a stretto contatto con i pazienti. Seguiranno le persone di età compresa fra i 75 e i 79 anni, gli insegnanti ed educatori, i lavoratori a contatto con il pubblico e i diversi gruppi demografici identificati prevalentemente in base all’età.