Italia e Germania: una relazione solida. Le sinergie tra le aziende italiane e tedesche

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Continuiamo la collaborazione tra il Mitte e una scuola superiore italiana, il Liceo A. Rosmini di Rovereto, in provincia di Trento.

La classe che partecipa è la 4 BLN del Liceo linguistico. Coordinatrice del progetto è Maria Concetta Malerba, docente di tedesco.

Italia e Germania sono da sempre unite sulle pagine del Mitte. Siamo italiani e ci rivolgiamo ad altri italiani, ma viviamo a Berlino e questo ha arricchito la nostra identità di nuove sfumature. Anche i ragazzi del Liceo Linguistico Rosmini sono italiani, ma, come noi, aperti a nuovi orizzonti e pronti a conoscere le culture di altri Paesi, in particolare quella tedesca.

Siamo felicissimi di poter ospitare i ragazzi sulle pagine del nostro magazine. E sarà un vero piacere dedicare spazio alle riflessioni e ai contributi di questi giovani, che vivono la loro condizione di studenti in un momento difficile. Ce lo racconteranno e ci racconteranno molto altro, sull’Italia, sulla Germania e su quello che stiamo vivendo.

Il secondo contributo è di Francesca Fox e riguarda l’importante legame commerciale che esiste tra Italia e Germania.

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L’italia è conosciuta a livello mondiale per il buon cibo, la moda e paesaggi mozzafiato.  È solo questo, o c’è qualcosa oltre il cibo? Non molti sanno che c’è una relazione stretta tra Italia e Germania tramite aziende e investimenti.

Nel 2020, la Germania e l’Italia hanno celebrato 128 anni di relazioni economiche bilaterali, iniziate nel 1892 con l’entrata in vigore del trattato commerciale, doganale e marittimo. Le relazioni oggi sono più vicine che mai. E questo nasce dal fatto che i due Paesi sono affini dal punto di vista della produzione, della meccanica, della lavorazione del metallo e della plastica e dei prodotti chimici.

Photo by Markus Winkler

Secondo la camera di commercio, la Germania è il quarto investitore assoluto in Italia per numero di imprese partecipate da capitale estero e al primo posto tra i partner commerciali in Italia per valore di esportazioni. L’Italia è invece il quinto partner commerciale per la Germania, dopo Cina, Paesi Bassi, Stati Uniti e Francia.

Nel 2019 le esportazioni tedesche in Italia sono state di 68 miliardi di euro. Questi includono, ai primi posti, servizi, industria e commercio all’ingrosso. Nello specifico prodotti chimici, veicoli e accessori, macchinari, nonché ingegneria alimentare ed elettrica. Le importazioni dall’Italia hanno un totale di 57 miliardi di euro, nello specifico sono stati venduti prodotti chimici, macchine, autoveicoli e parti di auto, prodotti alimentari, acciaio, ferro e tessuti.

auto photo

Anche il turismo gioca un fattore importante nell’economia di entrambi i Paesi. Infatti non solo ai tedeschi piace viaggiare in Italia, ma anche il contrario. Negli ultimi anni in Germania sono stati registrati circa quattro milioni di pernottamenti di turisti italiani annuali. Questo fa dell’Italia uno dei 10 paesi d’origine dei turisti stranieri in Germania.
La Germania è storicamente il principale Paese di provenienza dei turisti stranieri ospiti in Italia; nel 2018 i cittadini tedeschi hanno fatto registrare quasi 59 milioni di presenze.

In Italia sono attive circa 2000 aziende tedesche. Offrono lavoro a  più di 190.000 persone e il loro fatturato annuo ammonta a circa 108 miliardi di euro.

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In Italia fra i partner economici maggiori primeggia la Lombardia, seguita da Trentino Alto Adige, VenetoFriuli Venezia Giulia. In Trentino eccelle Bolzano, favorito anche dalla comunicazione in lingua tedesca. In Veneto spiccano Vicenza e Verona e in Friuli, Udine. Ma i rapporti commerciali sono notevoli e si stanno accentuando anche in Emilia Romagna.

Photo by giuseppe costanza

In Veneto hanno sede le principali multinazionali dei settori chimico-farmaceutico. Le società tedesche hanno investito molto in Italia negli ultimi anni, per una somma che ammonta a oltre 41 miliardi di euro.

Questi investimenti continuano, infatti è notizia del 29 settembre 2020, da Italcam,  che la HHLA (Hamburger Hafen und Logistik AG), società tedesca che gestisce il porto di Amburgo, ha investito nel porto di Trieste, così da creare grandi reti logistiche fra nord e sud Europa.

Photo by Davide Gabino (aka Stròlic Furlàn)

Per il Trentino la Germania si conferma primo partner commerciale, offrendo collaborazioni
e opportunità. I settori strategici su cui puntare in futuro sono: l’agroalimentare, la meccanica, meccatronica, l’arredo e il design.
Nel 2017 le esportazioni realizzate dalla provincia di Trento ammontavano a 893 milioni di euro. Un aumento del 9,7% rispetto al 2016, maggiore rispetto ai dati nazionali (+6,1%) e anche dell’Alto Adige (+7,4%). Le importazioni, nello stesso anno, erano pari a 555 milioni di euro, con un incremento del 6,3% rispetto al terzo trimestre del 2016.

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Nel 2018 l’export ammontava a 705.718.000 euro. Gli articoli destinati all’estero erano prodotti dell’attività manifatturiera, macchinari ed apparecchi, e quindi prodotti alimentari, bevande e tabacco, settore automobilistico, sostanze e prodotti chimici e il legno, prodotti in legno, carta e stampa. Il Trentino, invece, importa prodotti chimici, mezzi di trasporto, legno e stampa.

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E adesso? Anche i partner tedeschi si pongono questa domanda. Sicuramente l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo non risparmierà nemmeno il mercato trentino con la Germania, sul quale ci sono già molte preoccupazioni a riguardo. Confindustria si sta già muovendo per creare un piano per una ripartenza graduale. Si rispetteranno le linee guida delle autorità sanitarie internazionali, dispositivi di protezione individuale e sanificazione degli ambienti. Si cercherà di riprendere garantendo la sicurezza di tutti e rischio contagi pari a zero.

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