No al vaccino russo in Europa. Secondo il direttore dell’Istituto Paul Ehrlich è una minaccia

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No al vaccino russo in Europa. Secondo il direttore dell’Istituto Paul Ehrlich è una minaccia

di Rosanna Sabella

In una intervista al quotidiano Die Welt, il Prof. Klaus Cichutek, biochimico tedesco e attuale presidente dell’Istituto Paul Ehrlich, parla della corsa al vaccino e dell’avanzata di Putin. Non ha dubbi, il prof. Paul Cichutek. Il vaccino prodotto in Russia rappresenta per la Germania e per l’Europa intera una minaccia.

Il presidente del PEI mette inoltre espressamente in guardia i capi di Stato e le autorità sanitarie della UE contro le possibili conseguenze di un ingresso in Europa del vaccino denominato Sputnik V, da qualcuno già definito “il vaccino dello Zar”. “Mancano dati essenziali” denuncia, “manca la trasparenza!”.

L’Istituto Paul Ehrlich (PEI), responsabile per l’approvazione dei vaccini in Germania, considera ad alto rischio la vaccino-profilassi anti-Covid19 approvata in Russia. Ad oggi nessun dato pubblicato. Le stesse fasi di sviluppo del vaccino sovietico presenterebbero, inoltre, secondo il Presidente del PEI Cichutek, preoccupanti difetti e carenze.

“Bisogna prima raccogliere dati statisticamente significativi sulla sua sicurezza e sulla sua efficacia” spiega, “Ciò che non sembra essere stato fatto in questo caso”.

Accuse pesanti, quelle del prof. Cichutek, destinate a suscitare clamore tra gli esperti. E non solo.

covid19 photoIl vaccino sperimentale recentemente approvato è stato sviluppato presso l’Istituto Gamaleja di Epidemiologia e Microbiologia di Mosca e testato per la prima volta su poche dozzine di volontari meno di due mesi fa. Nessun risultato scientifico è stato ancora reso noto.

Cichutek ha criticato l’assoluta mancanza di trasparenza nelle procedure. Vige, tra gli sviluppatori di vaccini la regola di annunciare i dati iniziali tramite i media o tramite pubblicazioni scientifiche, “Ma in questo caso non è successo!” stigmatizza Cichutek.

Nonostante la cooperazione con le autorità russe, il PEI non aveva mai sentito parlare dello sviluppo di vaccini di vasta portata. L’approvazione non aumenta automaticamente la fiducia nelle autorità antidroga russe. “Lo sviluppo dei vaccini richiede tempo. Abbiamo bisogno di un buon database per poter concedere l’approvazione con la coscienza pulita e questo è ciò che sosterremo fino alla fine”, ha detto Cichutek.

Photo by theglobalpanorama

Ministero della Salute: nessun colloquio con la Russia

A livello internazionale, governi ed esperti hanno criticato le azioni della Russia. Una portavoce del ministero federale della Salute ha ribadito alle testate della rete editoriale tedesca che non si conoscono dati sulla qualità, efficacia e sicurezza del vaccino russo.

“Il rapporto rischio-beneficio del vaccino deve essere dimostrato prima che possa essere utilizzato su larga scala” – è stato detto. Nell’UE, la sicurezza dei pazienti è una “priorità assoluta”. Secondo indiscrezioni, non ci sono attualmente colloqui in corso tra il ministero della salute tedesco e le autorità russe sul vaccino.

Photo by boellstiftung

Anche l’OMS ricorda gli standard internazionali

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolinea che i potenziali vaccini devono sempre passare attraverso tutte le fasi dei test prima di poter essere lanciati sul mercato. “Ci sono pratiche e linee guida consolidate” ha detto il portavoce Christian Lindmeier “Che non possono in alcun modo essere trascurate”.

Affinché un vaccino possa essere utilizzato in Germania, è necessaria la sua approvazione ufficiale da parte del PEI, appunto, unica istituzione responsabile dell’omologazione a livello nazionale.

Ci sono attualmente più di 170 progetti di vaccini in corso in tutto il mondo. Ma solo sei sono nella terza fase avanzata degli studi clinici, secondo l’OMS.

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