“Nessuno tocchi Montanelli”. Ma Udo Gümpel insorge: “Ha violentato una bambina”

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Montanelli
Una foto di Indro Montanelli nel 1936.

“Nessuno tocchi Montanelli”. Ma Gümpel insorge: “Ha violentato una bambina”

di Rosanna Sabella

Non esistono pedofili d’eccezione. Un pedofilo è un pedofilo. E basta. Su questo siamo tutti d’accordo. O forse no.
Ultimamente, infatti, di fronte alla proposta di rimuovere la statua di Indro Montanelli dai giardini milanesi che portano il suo nome avanzata dai Sentinelli di Milano, il Corriere ha risposto con un articolo di Beppe Severgnini intitolato “Nessuno tolga Montanelli dai suoi giardini” e che esordisce con “Nessuno tocchi Montanelli”, slogan rilanciato e dibattuto in fretta su altri media e sul web.

“Inammissibile”, sbotta il corrispondente dall’Italia per la rete televisiva tedesca NTV Udo Gümpel, prendendo una posizione molto netta sulla sua pagina Facebook.
“Indro Montanelli fece sesso con una 12enne in Abissinia, ma per il Corriere non è un grosso problema” scrive Gümpel e attacca duramente Beppe Severgnini e il suo editoriale, che sta creando in Italia non poche polemiche.

“Appena arrivato in Africa, Montanelli aveva accettato di prendere come compagna un’adolescente abissina, secondo la tradizione locale” scrive Udo Gümpel, citando le espressioni usate poprio dal noto giornalista lombardo e prosegue “Sì, abbiamo letto bene: secondo la tradizione locale“.
Aggiunge poi che “Una 12enne non è un’adolescente, ma una bambina” e rilancia “Nel 1935, in Italia, fare sesso con una 12enne era lecito? E quale era il rapporto di forza tra un italiano colonizzatore nelle truppe d’occupazione e la bambina?”.

Arriva poi, inevitabile, l’affondo: “Ricordiamo anche che Montanelli non si è mai pentito di quella storia, ma nemmeno nel 2020 il Corriere riesce a fare una valutazione critica di questo ambiguo personaggio, che peraltro ha pure negato per decenni l’uso dei gas in quella guerra”. Il giornalista tedesco rivendica quindi la necessità di operare una distinzione tra il professionista Montanelli e l’uomo Montanelli. “Nessuno” afferma Gümpel, “intende sminuire l’importanza del giornalista, ma valutarlo adeguatamente, nel suo contesto storico, è d’obbligo”.

Torna poi a rivolgersi direttamente a Beppe Severgnini, taggandolo all’interno del post: “Come giornalista, l’autore del pezzo dovrebbe conoscere l’uso corretto dei verbi. Montanelli aveva accettato come compagna un’adolescente abissina. No, è
sbagliato” incalza Udo Gümpel “ha fatto come molti colonizzatori italiani ed altri, violentando (ecco il verbo giusto) una bambina“.
“E anche se il reato della violenza nei confronti di minore dell’epoca è naturalmente estinto da tempo, il giudizio di noi posteri non si cancella” precisa il giornalista tedesco.

Gümpel definisce innegabile il valore di Montanelli come scrittore e storico. “L’ho anche conosciuto” ricorda, “era un gran signore, distinto, lucido… peggio ancora mi appare, oggi, questo suo atteggiamento di difesa ad oltranza della violenza sessuale”. Gümpel si riferisce al fatto che Montanelli non abbia mai giudicato negativamente il legame imposto alla ragazzina “comprata a Saganeiti assieme a un cavallo e un fucile, tutto a 500 lire” e definita, molti anni dopo “Un animalino docile”.

“Evidentemente certa Italia non si è mai veramente liberata del suo passato fascista” stigmatizza infine il corrispondente, “non ha fatto, lo dico con amarezza, i conti con il proprio passato. Lo ha prima rimosso e oggi qualcuno lo sta rivalutando”.