3 serie TV per imparare il tedesco in quarantena

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serie tv imparare il tedesco

Bisogna stare a casa. I nostri cari in Italia hanno già recepito il messaggio, mentre in Germania le zone grigie sono ancora piuttosto vaste. Da un lato si accumulano quantità di carta igienica che basterebbero a Christo per impacchettare il Bundestag, dall’altro le famiglie fanno allegri pic-nic mantenendo la distanza di sicurezza di dodici centimetri scarsi dai vicini di parco. Da un lato le autorità invitano chi può a stare a casa – e l’improvviso picco di home office ha reso le nostre connessioni internet drammaticamente più lente – dall’altro i nostri amici dell’Ordnungsamt chiacchierano beatamente al sole, in capannelli che se fossero appena più stretti potrebbero essere classificati legalmente come orge.

Quelli di noi che possono permetterselo, per sicurezza stanno in casa e si danno al fai da te liberando nell’aria note di trapano elettrico in pieno Mittagsruhe (ogni riferimento ai miei vicini di casa è puramente casuale). Nel caso non ne aveste ancora avuto abbastanza di consigli sulle cose utili da fare in quarantena, ecco qui la vocina che non avreste voluto ascoltare: approfittatene per studiare un po’ di tedesco, così magari, a emergenza finita, passate questo benedetto esame di lingua. E per aiutarvi a far pratica e imparare il tedesco quando non potete andarvene a chiacchierare con gli affabilissimi abitanti della splendida città che ci accoglie, il Mitte vi consiglia tre serie TV, disponibili su Netflix e Amazon Prime.

1. Dogs of Berlin – Netflix

Consigliata o sconsigliata?

Se avete amato Gomorra e Narcos, Dogs of Berlin è la serie che fa per voi. Se quello che volete da una serie TV sono storie di criminalità e malviventi, sirene della polizia, misteriosi omicidi, sotto-trame politiche, nasi rotti, sparatorie, tensioni razziali e imprecazioni, è molto probabile che Dogs of Berlin sia la vostra preferita. Se vi dà fastidio il sangue, lasciate perdere.

Di che si tratta?

In una Berlino che somiglia molto a Gotham city, nella quale Kreuzberg non esiste e non c’è traccia di hipster né di turisti, il calciatore turco-tedesco Orkan Erdem, punta di diamante della nazionale, viene trovato morto alla vigilia di una partita importante. Sul delitto indaga una task force guidata dal Kurt Grimmer, un poliziotto dai numerosissimi scheletri nell’armadio, non ultimo un legame imbarazzante con i movimenti neonazisti che proliferano a Marzahn, e da Erol Birkan, poliziotto turco-tedesco della squadra antidroga, il cui rapporto più conflittuale è quello col padre, che non accetta la sua omosessualità. L’indagine si intreccerà con le guerre di potere della mafia libanese e di quella slava, con la scena gangsta-rap berlinese, con un giro di scommesse clandestine e con l’estremismo di destra. Botte da orbi pioveranno in ogni direzione.

Curiosità

La serie è stata aspramente criticata dagli abitanti di Neukölln, i quali ritengono che al loro quartiere sia stato ispirato l’immaginario quartiere di Kaiserwarte, descritto nella serie come una zona rossa ad altissimo tasso di criminalità. Le curiosità a questo proposito sono due. La prima è geografica: tutti danno per scontato che Kaiserwarte sia Neukölln, ma la maggior parte delle relative scene sono state girate a Kreuzberg. Gli abitanti di Kreuzberg, fino a ora, non hanno protestato. La seconda è quasi politica: non si capisce perché, dovendo descrivere i lati negativi di un quartiere, si sia scelto di trovare un nome fittizio per la presunta Neukölln, ma si sia utilizzato il vero nome di Marzahn. E in effetti anche gli abitanti di Marzahn (che per una gravissima ingiustizia linguistica non si chiamano Marziahni) non sono stati felicissimi di vedersi ritrarre come un covo di nazisti invasati. Altra curiosità: la serie contiene un cameo del rapper Haftbefehl.

Aiuta a imparare il tedesco?

Quasi quanto Gomorra aiuta a imparare l’italiano. Ok, non proprio, ma quasi. Diciamo che, se il vostro obiettivo è imparare a insultare il prossimo in modo violento e creativo, a imprecare in Berlinisch ben al di là di quelle due o tre parole che vi hanno insegnato gli amici, a minacciare il prossimo e a chiedere il pizzo ai negozianti, allora la risposta è sì. Certamente farete un bel viaggio nella “lingua viva”, ma se il vostro tedesco si aggira dal B2 in giù avrete bisogno di consultare i sottotitoli molto spesso. Se scegliete di imparare il tedesco con questa serie, ricordatevi di fare un corso a parte per le interazioni professionali, altrimenti rischiate di farvi licenziare. Poi non dite che non vi avevamo avvertiti.

2. Dark – Netflix

Consigliata o sconsigliata?

Se vi piacciono le storie convolute sui viaggi nel tempo e le atmosfere angoscianti, se Stranger Things è una delle vostre serie TV preferite, ma segretamente avete anche una t-shirt di Doctor Who, ci sono ottime probabilità che questa serie vi piaccia. Se invece volete qualcosa di rilassante, da ascoltare con un orecchio solo, passate oltre. Bonus: la colonna sonora è una meravigliosa collezione di capolavori.

Di che si tratta?

Qui ci vuole un respiro profondo, perché scrivere la sinossi di questa serie non è un compito facile. Volendo semplificare al massimo, possiamo dire che le vicende si concentrano intorno all’immaginaria cittadina tedesca di Winden, caratterizzata dal fatto di possedere una centrale nucleare, di essere abitata da pochissime famiglie, tutte collegate fra loro da una serie infinita di segreti, tradimenti, bugie, rancori e ostilità, ma soprattutto caratterizzata dalla bizzarra convinzione che mandare i propri figli a giocare in una caverna nella foresta da soli sia un’ottima idea e che nulla possa andare storto.

In questo paesaggio idilliaco accadono cose bizzarre. Alcuni bambini spariscono, altri vengono ritrovati morti, ma non si riesce a capire da dove vengano. I tordi cadono dal cielo stecchiti, le pecore cadono morte con i timpani esplosi. E qui lo spettatore, nella sua commovente ingenuità, comincia a immaginare che questa sia una serie TV sulla malefica influenza della centrale nucleare, e invece le cose si complicano.

Si scopre infatti che, a partire dai tunnel che si diramano dalla caverna di cui sopra, è possibile viaggiare nel tempo. Dal momento in cui viene fatta questa scoperta, la serie inizia a saltellare fra diverse linee temporali, mentre i personaggi scoprono che misteriosi avvenimenti sembrano ripetersi seguendo cicli di 33 anni. Si viaggia indietro nel 1953 e nel 1986, si torna al 2019 e si schizza avanti in un oscuro e post-apocalittico 2052.

A questo punto mi piacerebbe parlarvi dei personaggi della serie, ma lo spazio necessario per farlo eccede quello di questo articolo. Sul serio, se andate sulla pagina Wikipedia della serie potrete farvi un’idea dei complicatissimi alberi genealogici degli abitanti di Winden. Una roba da fare impallidire i Forrester. Il personaggio principale, comunque, rimane l’angoscia che si prova fin dalle primissime note del pezzo principale della colonna sonora: “Goodbye”, di Apparat.

Curiosità

La serie trabocca di riferimenti di ogni genere, dalla data del 12 novembre, che è significativa anche in Ritorno al Futuro, alla frase “Sic Mundus Creatus Est”, utilizzata dai viaggiatori nel tempo, e nella realtà tratta dalla Tabula Smaragdina (Tavola di Smeraldo), un testo ermetico di era pre-cristiana. Nella colonna sonora compare anche il brano “A quiet life”, collaborazione del musicista italiano Teho Teardo con Blixa Bargeld, storico leader degli Einstürzende Neubauten.

Aiuta a imparare il tedesco?

Cominciamo dalle buone notizie: la comprensione della lingua, quando guarderete questa serie, sarà l’ultimo dei nostri problemi. Seriamente. Se, a metà della prima stagione, doveste coltivare la speranza di arrivare alla fine e di poter finalmente liberarvi della tipica sensazione di “cosa diavolo ho appena visto”, lasciate perdere.

Si può tranquillamente arrivare alla fine della seconda serie avendo un C2 di tedesco e non capire nulla di quello che succede. Avete presente tutti i film e le serie TV sui viaggi nel tempo nei quali i personaggi seguono regole scrupolose, perché se incontri tuo nonno/tuo padre/il tuo prozio alcolizzato e ne influenzi l’esistenza rischi di non nascere, si crea un paradosso ed esplode l’universo? Ecco, no. I personaggi di Dark saltellano avanti e indietro nel tempo, frequentano se stessi, si tendono tranelli, si spoilerano il futuro, danno alla luce i propri genitori, si accoppiano con gli zii, si gonfiano di botte, si boicottano attraverso i decenni con gioioso abbandono e riescono ad avere comunque pettinature orrende per un secolo di fila.

A Winden si trova tutto, anche l’orologiaio (ovviamente), ma non un parrucchiere che non si meriti la corte marziale. Ammesso che riusciate a seguire il filo della trama, vi dimenticherete di imparare il tedesco. Il che vorrà dire che l’esperimento sta funzionando.
I personaggi, va detto, parlano tutti in modo comprensibile e privo di inflessioni eccessive. Solo una preghiera: se avete più di 25 anni non aggiratevi per Berlino cercando di imitare lo slang degli adolescenti di nessuna epoca storica.

3. Deutschland (83) – Amazon Prime

Consigliata o sconsigliata?

Consigliatissima a chi è appassionato di storia recente. Se avete amato Goodbye Lenin e Le Vite Degli Altri, ma guardandoli avete desiderato che ci fosse un po’ più di violenza, questa serie potrebbe interessarvi.
Registicamente la serie non ha nulla a che fare con i due titoli citati, sia chiaro, ma offre uno spaccato interessante della società tedesca degli anni ’80 da entrambi i lati della cortina di ferro, e lo fa attraverso una storia ben scritta, con personaggi che appassionano e coinvolgono. E che si fanno guardare molto volentieri, il che non guasta. Bonus: come tutte le serie ambientate negli anni ’80, ha una splendida colonna sonora. Se vi piace il genere.

Di che si tratta?

Martin Rauch è una guardia di frontiera della DDR e non ha nessuna intenzione di cambiare vita. Ha una madre dalla salute cagionevole, che è il suo tallone d’Achille, e una fidanzata che ama moltissimo. La vita ai tempi del socialismo gli piace: per lui è il migliore dei mondi possibili. Per sua sfortuna, il giovane Martin ha le caratteristiche fisiche e l’esperienza ideali per infiltrarsi come spia nella Germania federale, niente meno che nel Bundeswehr.

Il fatto che Martin non abbia alcuna intenzione di andarsene all’ovest a fare la spia è indifferente ai suoi superiori, determinati a scoprire i segreti delle imminenti manovre militari della NATO nel blocco europeo occidentale. La missione metterà a dura prova la fede socialista di Rauch e il suo rispetto per le gerarchie della DDR. A fare il resto ci penserà la sua ingenuità, almeno nella prima stagione.

La seconda stagione ci presenta un Martin più disincantato, che resisterà in modo più consapevole ai tentativi di sua zia, già tramite della sua prima esperienza da spia, di coinvolgerlo nuovamente in attività losche, mentre il Patto di Varsavia comincia a scricchiolare.

Curiosità

La serie è stata inizialmente prodotta con il titolo Deutschland 83, ma il titolo è stato modificato in Deutschland 86 per la seconda stagione. Per questo motivo, l’intera serie è adesso conosciuta come Deutschland, il che aiuta tantissimo a trovarla su Google.

Aiuta a imparare il tedesco?

Soprattutto aiuta a familiarizzare con un periodo della storia tedesca che è stato determinante per la generazione che lo ha vissuto e che condiziona la cultura tedesca in modi che spesso per noi sono difficili da capire.

Questa è la tipica serie TV che aiuta a capire non solo la lingua, ma anche i costumi, i riferimenti alla cultura popolare e le atmosfere che formano l’identità linguistica di una nazione. In linea di massima, a differenza, per esempio, di Dogs of Berlin, anche chi non parla un tedesco perfetto sarà in grado di seguire questa serie, aiutandosi solo occasionalmente con i sottotitoli in lingua.