Approvata in Germania la legge per accedere ai messaggi crittografati: privacy VS lotta al terrorismo?

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 privacy

di Arianna Tomaelo

La scorsa settimana il parlamento tedesco ha approvato una legge che potrebbe cambiare le sorti della lotta al terrorismo in Europa: si tratta di un provvedimento che permette agli investigatori di penetrare nella privacy delle persone decifrando i messaggi crittografati in particolare di WhatsApp e Skype.
Le due compagnie avevano fino a questo momento rappresentato due orizzonti intoccabili, poiché avevano rifiutato di rendere conto di determinati dati richiesti dai governi, non adattandosi quindi alle leggi che esigono controlli più rigidi per tutti i principali canali di comunicazioni. Cosa che invece avevano fatto i tradizionali operatori di telefonia, lasciando quindi libertà alle autorità di registrare, controllare e intervenire su qualsiasi chiamata o messaggio di testo che potesse essere sospetto.
Il controllo sarà diretto a elementi considerati rischiosi o sospetti, legati in qualche modo agli attacchi di matrice terrorista jihadista che hanno avuto luogo in Germania, ma anche nel resto d’Europa, negli ultimi mesi, ma si estenderanno anche a reati di altra natura, ad esempio all’evasione fiscale o alla frode.

La finalità di questo provvedimento legislativo è quella di “controllare tutto il controllabile”, senza lasciare spazi dove la legge non possa accedere: agli occhi degli investigatori, il web non deve rappresentare un ostacolo per la giustizia, anzi, dev’essere il veicolo più trasparente per trasmettere informazioni.
Ecco perché si è deciso di scavalcare la policy di WhatsApp e Skype (così come di Signal or Threema, che utilizzano gli stessi metodi), che grazie all’uso dei codici di crittografa hanno sempre vantato un’alta protezione della privacy degli utenti: in questo modo, anche le conversazioni private potranno essere intercettate e qualsiasi messaggio compromettente sarà esaminato dalle autorità.

Inutile dire che l’approvazione della legge ha scatenato non poche controversie in Parlamento: il tema della privacy è infatti un argomento sensibile per i tedeschi, che, reduci da due dittature incuranti della riservatezza delle persone, prendono molto seriamente la questione.
Alla fine, la legge è passata grazie al supporto della coalizione CDU-CSU-SPD, che ha visto il ministro dell’interno, Thomas de Maizière, più che convinto del suo “sì”.
Tra i socialdemocratici, due hanno votato contro, così come l’intero partito dei Verdi e Die Linke.

Nonostante la spaccatura della classe politica di fronte a questo argomento, Francia e Inghilterra hanno preso esempio e hanno già portato la discussione sull’ideazione di una legge simile.
Nonostante il nobile obbiettivo che si propone questa legge, resta il quesito attorno alla questione etica: che fine sta facendo la privacy?