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Attentato a Berlino, camion contro mercatino di Natale: dodici morti e decine di feriti

Attentato a Berlino. Un camion si è schiantato contro il mercatino di Natale di Breitscheidplatz, nel distretto cittadino Charlottenburg. L’attacco ha causato 56 feriti e 12 morti, tra cui una ragazza italiana, la 31enne Fabrizia Di Lorenzo.

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Il mercatino di Natale di Breitscheidplatz. Von Andreas Trojak – https://www.flickr.com/photos/andreastrojak/31731061626, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=54311506

Attentato a Berlino: la dinamica

Intorno alle 20.20 un autoarticolato con targa polacca proveniente da Hardenbergstraße  si è schiantato sulla folla presente e sulle bancarelle del mercatino, per poi fermarsi su Budapester Straße, nei pressi della Chiesa della Memoria.

Sul camion, proveniente dall’Italia e in particolare dal Piemonte, è stato ritrovato morto Robert Łukasz Urban, autista del mezzo, rapito e poi ucciso dall’attentatore, il tunisino Anis Amri. Urban è stato accoltellato e poi colpito alla testa con un proiettile. I documenti di Amri sono stati rinvenuti dalla polizia all’interno del mezzo. Ne è seguita la contestuale emissione di un mandato di cattura europeo.

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Il camion usato da Anis Amri. Di Emilio Esbardo – File:01 Breitscheidplatz Berlin foto Emilio Esbardo.jpg, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=55808476

Attentato a Berlino rivendicato dall’ISIS. Ucciso in Italia l’attentatore

L’orrendo attentato è stato rivendicato dal cosiddetto Stato Islamico in un video divulgato dall’agenzia di stampa Amaq, mentre Amri è stato ucciso in Italia e per la precisione a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, durante un controllo di polizia all’esterno della stazione ferroviaria cittadina.

Alla richiesta dei documenti, Amri aveva estratto dallo zaino una pistola calibro 22 e aveva colpito un agente alla spalla. L’altro poliziotto aveva risposto al fuoco colpendo al costato l’attentatore, morto sul posto nonostante l’intervento dei soccorritori.

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La storia di Anis Amri

Amri era arrivato in Italia dalla Tunisia a 18 anni, nel 2011, dichiarando un’età inferiore a quella reale per risultare minorenne. Segnalatosi in varie strutture di accoglienza per un atteggiamento violento e pericoloso, era stato espulso nel 2015, ma una mancata risposta da parte della Tunisia aveva reso inattuabile il provvedimento.

Amri si era quindi trasferito in Germania illegalmente ed era arrivato a Berlino nel 2016. Nella capitale tedesca, dove si manteneva spacciando, aveva conosciuto Ahmad Abdulaziz Abdullah Abdullah, noto come Abu Walaa, un affiliato all’Isis che lo aveva convinto a radicalizzarsi.

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