AperturaI Only Come Out at Night

I onLy cOme ouT at niGht: troppo snob per la radio

©Menno Aden, www.mennoaden.com
NEU! Bar ©Menno Aden, www.mennoaden.com

Charlottenburg, 7 p.m.

Una settimana fa sono tornato a casa nel tardo pomeriggio, pochi minuti dopo un’amica mi ha invitato alle prove generali dello spettacolo teatrale di cui è l’attrice principale. Ho indossato una camicia nera e dell’ottimo “Acqua di Giò” e sono corso al Renaissance Theater. “Die Hose” di Carl Sternheims uscì nel 1911 e fu censurato per Gründen der Sittlichkeit, “ragioni della morale”.
Non appena arrivato la mia amica è scesa giù alla porta di servizio con un assistente, ci siamo salutati, poi l’assistente mi ha portato in sala. Lì si trovava la regista, Tina Engel, e pochissime altre persone, non saremo stati nemmeno in dieci. Io non seguo nulla, per cui non so che “quello” è “quello di Tatort” e quell’altra è un’attrice famosa, per me è tutto piuttosto indifferente, e questa è cosa buona e giusta (in questo caso, per lo meno). Mi sono goduto lo spettacolo e sono terribilmente attratto dalla lingua tedesca. Sono attentissimo e amo non avere gente attorno. Dopo lo spettacolo sono andato con la mia amica a bere un drink all’8mm, che è poi il “fratellino” del locale dove metto ogni tanto musica io. L’atmosfera era quella che conosco già, luci basse, fumo fitto, rockers e quelli a cui piace stare dove ci sono i rockers. Eravamo a casa e ci siamo seduti di lato a bere un drink, prima di andare a casa. Il giorno dopo c’è stata la prima dello spettacolo, che è andata benissimo, così come la premiere.

Prenzlauer Berg, 10 p.m.

Ein Arschloch ha recentemente iniziato a lavorare come dj per un bar fighissimo che si trova a Prenzlauer Berg, “Neu! Bar”. Sono stato invitato da un’amica che lavora lì, è anche lei una musicista e le nostre bands hanno anche condiviso il palco, in quell’occasione indossavo un gilet ricoperto da glitter. Mi ha invitato perché ha ritenuto avessi buon gusto. Io mi sono preparato. A casa sono capace di ascoltare un album in loop per giorni interi, ma non imporrei mai questo a qualcun altro. L’esperienza da dj è stata finora davvero entusiasmante. Passo solo la musica che piace a me, roba che conosce a volte davvero poca gente. Il rock è il genere di base, dagli anni settanta al rock psichedelico degli ultimi vent’anni. Non metto le stronzate che ascoltate in radio, sono troppo snob per riuscire a farlo e soprattutto sono un musicista, la mia conoscenza musicale DEVE andare oltre. Mentre scrivo ho deciso cosa passerò degli Einstürzende Neubauten al prossimo appuntamento. Si inizia quando la luce va via, le pareti sono nere e le luci bassissime. Ci sono candele ovunque e l’aria è fumosa. Durante l’ultimo dj set un francese è rimasto seduto davanti a me per circa quattro ore, era solo e muoveva lentamente la testa ubriaca, sorridendo. Prima di andare via è venuto a salutarmi e a farmi i complimenti. Gli ho detto che mi rendeva felice aver messo della musica che lo avesse fatto stare bene. Ho aggiunto che anche io sono il tipo di persona che va sola in un bar, a godersi la musica e un buon drink.
Dopo l’ennesimo gin tonic sono andato in bagno per rimettermi in ordine e uscendo mi sono sentito chiamare da una saletta adiacente. Un gruppo di inglesi mi ha chiesto chi fosse l’artista che stavamo ascoltando. Era un brano di Anna Calvi, l’ho vista live e da questa osservazione abbiamo brevemente accennato a Rob Ellis e PJ Harvey. Tra loro c’era un ex batterista di PJ. Sono sceso giù. Dopo un paio di tracce l’ex batterista mi si è seduto davanti e abbiamo parlato un po’ di lui, di quello che fa, di quando ha lavorato con PJ Harvey e tante cosette molto interessanti. Mi ha detto anche che gli piace davvero la musica che metto. Siamo strani e fuori luogo finché non incontriamo i nostri simili.
A fine serata mi hanno chiesto di tornare nuovamente a lavorare per loro come dj. Lo faccio con enorme piacere, devo soltanto ascoltare ciò che piace a me e a me soltanto. Mi trovate lì stanotte (venerdì 13 maggio), dalle 22.00 in poi. Non ho ancora deciso che outfit avrò. Ogni volta creo qualcosa di diverso. Ogni volta taglio un pezzo di stoffa in più da ciò che indosso. Se vado avanti così, finirò nudo.

Friedrichshain, 1.50 am

La scorsa notte, rientrando a casa, su Rigaer Straße c’ero soltanto io, due volanti e una camionetta della polizia. Non ho nulla da temere, ma mi indispongo sempre quando li incontro. Io sono il tipo di persona a cui hanno perquisito la macchina, la stessa che hanno fermato ad un semaforo e sottoposto a un test anti-droga in una stazione di servizio. Insomma, sono il tipo di persona che crea sospetto. Questa zona è stata indicata come “Gefahrengebiet“, per cui una “zona di pericolo”. Oggi rientrando a casa di pomeriggio la situazione era del tutto diversa, Rigaer Straße era popolata al 5% da cani e all’80% da bambini. Io non ritengo sia una zona davvero pericolosa, bisogna tuttavia ammettere che i compagnucci delle case occupate ogni tanto fanno qualche stronzata.

Mi verso un bicchiere di vino, adieu.

1978551_10152332656702884_8991540083716097930_oEin Arschloch è un verme metropolitano che vive soprattutto di notte.
Ama l’anatomia, l’arte e, paradossalmente, la campagna.
Odia i tovaglioli di carta, la plastica e svegliarsi al mattino.
Nightwalker, musicista, post-modern dj, D.I.Y. creative.
Ich bin kein Künstler, ich bin ein Arschloch.

 

 

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