Povera ma Sexy: “Date/Appuntamento”

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© Jonathan Adam / CC BY-NC-SA-2.0
© Jonathan Adam / CC BY-NC-SA-2.0
© Jonathan Adam /  CC BY-NC-SA-2.0
© Jonathan Adami / CC BY-NC-SA-2.0

di Nora Cavaccini*

No, non era stata una buona idea.
Ma a questo si va incontro nell’uso di una chat: non sai mai realmente chi hai dall’altra parte. E così, pure se avevano fatto un po’ di conversazione nella settimana che precedeva l’incontro, pure se sapeva che lei frequentava un corso di antropologia alla Humboldt, e che era una fuorisede, ecco, in tutto ciò, non gli era però proprio venuto in mente di chiederle se fosse o meno vegetariana.
Errore campale. Ma come, si era detto poi, potevi immaginarlo… tedesca, bella presenza, minuta, sana.
La porto al Burgermeister, aveva pensato invece.
Un hamburger nel chiosco migliore di Berlino, là, sotto il ponte di ferro, in mezzo al casino di Schlesische, con la metro che ti passa sopra la testa portando la gente avanti e indietro, con il fiume romantico a due passi e la possibilità di buttarsi a bere in qualsiasi pub, risalendo verso Friedrichshain.
Un’idea alla mano, funzionale, non troppo impegnativa ma simpatica.
A lui, inoltre, veniva l’acquolina in bocca solo al pensarci, a quel panino.
La carne che sfrigolava sulla griglia, le patine di contorno, le labbra inumidite dall’olio.
Mhhh. Sempre sia lodato il Burgermeister.
«Ich bin Vegetarierin» dice invece lei. E poi aggiunge qualcosa tipo: “non posso sopportare l’idea di mangiare un animale morto”.
Glielo dice con grazia, con pudore, con somma verità.
Lui invece, lì per lì, è visitato per un momento dall’idea di deluderla.
Fa una smorfia di piacere, cinicamente pensa all’agnello arrosto, all’umido, alla luganega, all’ossobuco, alla polenta con le spuntature. Vorrebbe quasi sbavargli addosso tutti i piatti della sua terra e poi farsi una risata. Che ciò che per lui è così tanto gradevole è invece per lei intollerabile. Un che di infantile, di gratuito, si impossessa dei suoi pensieri, una sciocca rivendicazione. Medita di sedersi, di farsi una birra, e di saziarsi con uno di quegli hamburger fottutamente buoni. Magari perfino fare un rutto. Ma, accidenti, è il loro primo appuntamento.
Ritorna in sé, pensa alla ragazza nel suo letto, e poi all’animale morto.
«Du hast Recht», ammette allora con disinvoltura, e immediatamente gira i tacchi al Burgermeister, ai pensieri disdicevoli, a quel desiderio recondito di mostrarsi subito a lei per quello che è.
«Vieni», le dice, «andiamo a farci una zuppa al Thai…».

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*Questo post è stato pubblicato originariamente su Povera Ma Sexy – Postkarten aus Berlin, un progetto di Nora Cavaccini. Segui il progetto su Facebook.

Povera Ma Sexy – Postkarten aus Berlin è un “viaggio” fisico e letterario a Berlino. Un percorso che nasce dall’esperienza personale di chi scrive ma che, al tempo stesso, può rappresentare una via alternativa per scoprire la città. Per tutti coloro che, in un modo o nell’altro, ne subiscono il fascino. Berlinesi e non.

Ogni post è costituito da un breve un racconto. A ogni racconto è associata una mappa. Qui, cliccando sugli indicatori, comparirà una descrizione. Si tratta di informazioni “turistiche” che non mirano ad essere esaustive ma a collocare meglio il racconto nei luoghi che lo hanno ispirato.