I dieci errori classici dell’italiano a Berlino

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© Goethe Institut / Valerio Bassan
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di Valerio Bassan
(twitter @valeriobassan)

goethe-institut-logoIl nuovo italo-berliner si riconosce dai suoi sbagli. Ci sono cinque tipologie di errori pratici che ognuno di noi, appena arrivato nella Hauptstadt, ha compiuto almeno una volta. Errori d’inesperienza da cui siamo passati tutti. Non c’è niente di male, l’importante è apprendere con celerità.

1. Gli errori della strada

Il rosso non è un’opinione. Non stupitevi se, durante la peggiore bufera di neve dell’anno, con una temperatura di -18°C e nemmeno una macchina in arrivo, vedrete i pedoni tedeschi attendere anche tre minuti davanti ad un semaforo rosso. A Berlino, l’attraversamento è possibile solo quando l’Ampelmännchen dà il verde: qui il “via libera” si attende con pazienza e rassegnazione (anche d’inverno). Trasgredite a questa regola e percepirete le occhiatacce di rimprovero di quelli attorno a voi, oltre ad una multa salata.

I ciclisti non perdonano. Mentre camminate sul marciapiedi, prestate attenzione a dove mettete i piedi. Se sentite qualcuno gridare “hallo, hallo” e un campanello suonare furiosamente alle vostre spalle, state passeggiando sulla pista ciclabile. Siate abbastanza reattivi da spostarvi immediatamente: a Berlino le biciclette viaggiano a grande velocità e i ciclisti tedeschi non perdonano (e non frenano).

2. Gli errori del supermercato

Le bottiglie non si buttano, si restituiscono. Quando acquistate una bottiglia d’acqua (o di birra) al supermercato, pagate anche un deposito (Pfand), che vi viene restituito nel momento in cui riportate il contenitore vuoto. Quello dei vuoti a rendere è un sistema per arginare i danni economici e ambientali dati dallo spreco di vetro e plastica. Se siete in giro, lasciate le bottiglie appoggiate sopra o sotto ai cestini pubblici: qualche bisognoso potrà riportarle al supermercato e fare un po’ di spesa gratuita.

I prezzi sono all’etto, non al chilo. “Un chilo di pomodori a 0,99 Euro? Ottimo, li compro subito!”: salvo poi scoprire, una volta arrivati a casa, che il cartello nello scaffale della verdura indicava il prezzo di cento grammi e non mille. Pagherete sette euro per tre pomodori che, oltretutto, non sapranno di niente.

3. Gli errori della lingua

Occhio ai “falsi amici” del cibo. Ordinate un caffè kalt e vi arriverà freddo, non stupitevi se in azienda pranzerete in Kantine, non parlate della bontà dei Konfetti o passerete per un mangiatore di coriandoli e non chiedete un piatto di Kotze al ristorante: il cameriere potrebbe prendervi in parola e vomitare nel vostro piatto.

“Du bist doch kein Deutscher!” Dopo le prime settimane di studio del tedesco, la vostra integrazione linguistica con la popolazione locale passerà sopratutto dall’utilizzo – spesso, improprio ed eccessivo – di alcune caratteristiche locuzioni autoctone, come “Ach, so” e “Jut!”. Attenti però a non abusarne: voi vi sentirete tedeschi “dentro”, i tedeschi vi crederanno completamente “fuori”.

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