Povera ma Sexy – “Kater”

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[© Steven Ritzer on Flickr / CC BY-ND 2.0]
[© Steven Ritzer on Flickr / CC BY-ND 2.0]

[© Steven Ritzer on Flickr / CC BY-ND 2.0]
Steven Ritzer on Flickr / CC BY-ND 2.0]
di Nora Cavaccini*

Sulla Michaelkirchstraße una volta salivano bolle di sapone e si sprigionava nell’aria un odore di Marsiglia.
Poi, quando tutto fu finito, e la saponeria venne chiusa, le bolle sparirono e al loro posto comparii io.
Io sono un gatto gigante che porta una tuba e indossa un papillon.
Sono sempre contento, di un’allegria distratta e generale, impalpabile e leggera come le bolle di sapone che mi hanno preceduto.
Sarà che da quassù domino tutta la città: il fiume, la torre, i palazzi, i treni che passano e persino gli uomini.
Quelli, piccolini, fanno festa ai miei piedi.
Vanno, vengono, si siedono attorno a un falò, ballano, si strusciano, sudano, si scambiano baci in una casetta grande appena come la capocchia di uno spillo, salgono scale e si perdono, poi si incontrano di nuovo, si ubriacano, si amano, si drogano, spesso si dimenticano per un momento di chi sono e perfino di me.
Eppure mi portano impresso sui polsi e io sono il lasciapassare per entrare e per uscire da quello stato di grazia, perché, ve l’ho detto, sono nato con il sorriso stampato in faccia e la mia allegria è contagiosa.
Se fosse per me, me ne rimarrei quassù in eterno, mostrando a Berlino questa mia natura lieve e soddisfatta, aspettando che il sole sorga di nuovo sul fiume per poi, di nuovo, ricominciare.
Invece sembra che non durerà.
Alle mie spalle la morte se la ride degli eccessi, ci balla su, scheletrica, con un sorriso sdentato che a fasi alterne si illumina di neon rossi, gialli e blu.
Per colpa sua presto finirò i miei giorni, e non guarderò più la città dall’alto; finirò magari smantellato, a sorridere al cielo di qualche discarica, con la tuba rovesciata, a pancia in su.
Hahahahaha.
Ma perché pensarci adesso?
Le luci non si sono ancora spente, la musica avanza e io sono ancora ciò che sono: un gatto che ride, un timbro sulla mano, i postumi di una sbornia, un posto dove una volta si alzavano in aria bolle di sapone.
Mi chiamano Kater.

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* Questo post è stato pubblicato originariamente su Povera Ma Sexy – Postkarten aus Berlin, un progetto di Nora Cavaccini. Segui il progetto su Facebook.

Povera Ma Sexy – Postkarten aus Berlin è un “viaggio” fisico e letterario. Un percorso che nasce dall’esperienza personale di chi scrive ma che, al tempo stesso, può rappresentare una via alternativa per scoprire la città. Per tutti coloro che, in un modo o nell’altro, ne subiscono il fascino. Berlinesi e non.

Ogni post è costituito da un breve un racconto. A ogni racconto è associata una mappa. Qui, cliccando sugli indicatori, comparirà una descrizione. Si tratta di informazioni “turistiche” che non mirano ad essere esaustive ma a collocare meglio il racconto nei luoghi che lo hanno ispirato.