Blockupy si riunisce per preparare le manifestazioni del 2014

Un momento della manifestazione del 2013. Foto Alessandro Grassi / Il Mitte
Un momento della manifestazione del 2013. Foto Alessandro Grassi / Il Mitte
Un momento della manifestazione del 2013. Foto Alessandro Grassi / Il Mitte

FrancoforteFrancoforte – Mentre ancora si trascinano le discussioni pubbliche su quanto avvenuto l’anno scorso durante le manifestazioni di Blockupy, la lega che organizza le protesta ha lanciato un appuntamento nazionale per discutere delle proteste di quest’anno.

L’incontro si terrà domani, domenica 26 gennaio, dalle 11.30 del mattino fino alle 17.30 del pomeriggio alla DGB-Haus in Wilhelm-Leuschnerstrasse 69-77. La giornata vuole essere la prosecuzione della conferenza tenuta a novembre, dove parteciparono più di 450 attivisti provenienti da tutta Europa, domani però l’incontro sarà riservato ai militanti della Repubblica Federale per discutere e continuare a programmare le proteste in vista dell’apertura della nuova sede della Banca Centrale Europea.

Quest’anno gli appuntamenti della Blockupybündnis raddoppieranno. Si terrà infatti una primo appuntamento in maggio, sulla scia di quelli degli anni precedenti, per protestare sotto la BCE contro la Troika e le politiche dell’austerità che sta riducendo in povertà i paesi meridionali dell’Unione Europea. Dopodichè è previsto un’ulteriore giornata di proteste in autunno, in concomitanza con l’inaugurazione del nuovo grattacielo a Ostend.

Questa giornata arriva proprio mentre il tribunale ha mandato i primi avvisi per contestare reati di resistenza ad alcuni dei manifestanti che l’anno scorso sono stati fermati dalla polizia. Per chi non lo sapesse, la manifestazione autorizzata di giugno 2013, vide la partecipazione di oltre diecimila persone ma dopo appena qualche centinaio di metri lungo il percorso autorizzato venne bloccata dalla polizia che dopo uno stallo di diverse ore ha costretto i manifestanti a rinunciare. Le forze dell’ordine in quell’occasione furono molto criticate poiché, non solo impedirono lo svolgersi di una manifestazione pacifica e autorizzata, ma perché decisero senza motivo di intervenire isolando la testa del corteo “ingabbiando” più di cinquecento manifestanti  (tra cui anche dei parlamentari) per poi trascinarli via a forza.

Le denunce delle associazioni contro quella violenza della polizia hanno ottenuto parziale riconoscimento ma i continui ricorsi delle autorità di sicurezza hanno impedito per ora l’avvio di una effettiva ricerca di un responsabile.

[ale.gra]

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