Camminando per la Berlino sotterranea

0
166
[© escpeapalumni on Flickr / CC BY 2.0]
[© escpeapalumni on Flickr / CC BY 2.0]
[© escpeapalumni on Flickr / CC BY 2.0]
escpeapalumni on Flickr / CC BY 2.0]

di Valentina Lo Iacono

Anche questa domenica Berlino si è svegliata sotto una coltre di neve. E cosa c’è di meglio che dedicarsi a qualche attività culturale in una di queste giornate oziose?

Sicuramente non mancano le cose da fare e l’inverno è senz’altro la stagione ideale per rinchiudersi in musei iperriscaldati. Ma la mia scelta non ricade – come sarebbe ovvio – su uno di questi, bensì decido all’ultimo di addentrarmi nei meandri freddi della Berlino sotterranea per andare alla scoperta di un itinerario un po’ meno classico e meno battuto dalle guide turistiche.

Malgrado probabilmente il turista del weekend non si avventuri in un tour del genere, in biglietteria la fila è già lunga un’ora prima e possono essere udite lingue di ogni dove (italiano in testa). Tutti sono pronti ad ascoltare e a seguire la guida che ci accompagnerà all’interno del bunker, dove la gente si riparava durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Data la miscellanea culturale, ogni informazione è data in inglese, ma è facilmente distinguibile l’origine tedesca della guida che mantiene sempre la stessa germanica cadenza. Senza contare lo humour nero che viene rivelato qua e là, anche questo tipico tedesco. Ma tralasciando queste peculiarità, la sua simpatia e preparazione sono indiscutibili.

Attraversiamo diverse stanze (ne conto almeno 8, ma non è escluso che ce ne sia qualcuna in più) e in ognuna viene indicata la loro capienza, che come è facile immaginare, non veniva mai rispettata e era perciò comune ritrovarsi in stanze sovraffollate, dove sensazioni claustrofobiche e la presenza di poco ossigeno erano la norma.

Vari oggetti sono stati sistemati qua e là, proprio per documentare la vita dell’epoca, e non mancano foto, vecchie scritte con gli indirizzi delle strade, una pianta del bunker, missili, bombe e tutto quello che ha caratterizzato gli anni della guerra.

Al tempo, là sotto, erano udibili i bombardamenti che erano in corso all’esterno; ora c’è l’andirivieni dei treni della stazione di Gesundbrunnen a riecheggiarne il senso di paura e incertezza che, verosimilmente, attanagliava i rifugiati.

Visitiamo delle stanze di raccolta, dove non bisognava parlare perché chiunque poteva essere in ascolto e il rischio di essere denunciati alla Gestapo non era affatto remoto. La guida puntualizza poi che, secondo un detto popolare, i berlinesi parlano troppo e perciò “bisognerebbe seppellire la loro bocca da un’altra parte”, e ciò ribadisce come il silenzio fosse un dono da coltivare, specialmente all’epoca.

I rifugiati portavano sempre con sé una piccola valigia che conteneva gli averi più preziosi, quali gioielli, il passaporto, il certificato di nascita e le foto dei propri cari. Queste ultime si sarebbero rivelate indispensabili in caso si fosse dovuto rintracciare un familiare disperso e fosse stato quindi necessario domandare in giro che fine avesse fatto.

Altre stanze interessanti sono quella fosforescente e quella in cui è mostrato il sistema di comunicazione fatto con dei tubi, che si districavano lungo le vie sotterranee della città e che nel giro di due ore permettevano di inviare un messaggio a un altro capo della città.

Approcciando la stanza fosforescente, siamo subito avvisati di non toccare le pareti, in quanto contengono materiale tossico – ecco perché sono fluorescenti! Grazie a una dimostrazione vediamo subito come questo spazio venisse utilizzato per fini artistici; infatti tramite l’uso di un flash, la nostra guida ci fa vedere come rimanga impressa la sagoma di uno di noi, offertosi come volontario per l’esperimento… e con questa luce all’ epoca si riusciva perfino a leggere!

Così dopo un’intensa e interessante ora e mezza, dove fatti e aneddoti sono stati raccontati, il nostro tour si conclude con un importante appunto da parte della nostra guida: la fondazione Berliner Unterwelten E.V. non è affatto sovvenzionata dallo Stato, ma si mantiene grazie alle visite degli interessati.

Solo così possono continuare a mostrare un’altra faccia di Berlino e a rendere pubblici tanti altri piccoli, ma grandi pezzetti di storia, che forse sono ancora sconosciuti a molti.

Per saperne di più e informarsi sugli orari dei loro tour – ne vengono offerti ben sette, con prezzi variabili, ma comunque non superiori ai 13 euro – è possibile visitare la pagina internet di Berliner Unterwelten.