Più forte del Muro e della guerra: la Clärchens Ballhaus compie cento anni

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© Nicor (CC BY-SA 3.0)
© Nicor (CC BY-SA 3.0)
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Le meravigliose sale interne, dai soffitti alti, dove la musica pervade i piedi, le orecchie e l’anima degli avventori. L’affascinante cortile esterno, perfetto per una pizza in una tiepida serata primaverile in compagnia, nel cuore di Berlino ma lontano dal caos.

La Clärchens Ballhaus, la “balera” più bella della capitale tedesca, ha compiuto 100 anni il 13 settembre 2013. Fondata nel 1913 da Fritz Bühler e dalla moglie, Clara “Clärchen” Habermann, è riuscita a sopravvivere a due guerre mondiali, conservando intatto fino ad oggi il suo spirito frizzante e libertino.

La sala degli specchi della Clärchens Ballhaus, © Nicor (CC BY-SA 3.0)
La sala degli specchi della Clärchens Ballhaus, © Nicor (CC BY-SA 3.0)

Qui da un secolo si insegnano Tango argentino, Cha Cha Cha, Walzer, Swing e Salsa, attraverso i corsi serali disseminati lungo tutta la settimana. Il venerdì e il sabato la festa si allarga, con un gran numero di turisti e visitatori che – soprattutto d’estate – si unisce ai berlinesi sulla storica pista da ballo.

Nonostante una travagliata storia, l’edificio della Clärchens Ballhaus è rimasto pressoché intatto; i proprietari susseguitisi nel tempo hanno, fortunatamente, deciso di preservarne l’aspetto originario, mantenendo gli arredi e il loro fascino antico. Anche i decenni del Muro, quando il locale si trovava a Berlino Est ed era frequentato da numerosi agenti della Stasi e prostitute, hanno contribuito alla leggenda, rendendo ancora più particolari aspetto e atmosfera.

© Nicor (CC BY-SA 3.0)
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L’angolo più bello di tutto il palazzo di Augustraße è rappresentato, probabilmente, dalla Spiegelsaal (“Sala degli specchi”) situata al primo piano, dove si tengono anche eventi musicali d’eccezione come il Gipsy Restaurant. «È un luogo di grandi tradizioni», ha spiegato a TMW uno degli insegnanti, Lotto Weigl. «Abbiamo ballato sotto due dittatori, questo luogo ha visto molte cose. E grazie a Dio, lo hanno sempre lasciato come era». Un luogo più forte della guerra, che ha saputo resistere al peso della storia.

© eliotc (CC BY 2.0)
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