Un libro racconta Friedrichstraße, la «stazione delle lacrime»

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Bundesarchiv, Bild 183-1989-1110-044 / Settnik, Bernd / CC-BY-SA
Bundesarchiv, Bild 183-1989-1110-044 / Settnik, Bernd / CC-BY-SA
[Bundesarchiv, Bild 183-1989-1110-044 / Settnik, Bernd / CC-BY-SA]

La storia della Bahnhof di Friedrichstraße è, in piccolo, la storia di tutta Berlino.

Questa centralissima stazione, costruita nel 1878 e inaugurata ufficialmente nel 1882, ha vissuto un’esistenza travagliata. Nel 1938, dopo la Notte dei Cristalli, permise la fuga di decine di bambini ebrei da una Berlino infiammata dal nazismo.

Tra il 1943 e il 1945, poi, assistette ai bombardamenti di Berlino rimanendone praticamente indenne. Dal decennio successivo, infine, divenne parte integrante del territorio di Berlino Est, trasformandosi nella via di fuga prediletta dai cittadini della DDR.

Con la costruzione del Muro, alla stazione venne affiancato un altro edificio, chiamato poeticamente Palazzo delle Lacrime (eccone tutta la storia): qui, per decenni, amici e familiari residenti a Est e Ovest si dicevano addio, separati dalle guardie di frontiera.

Di queste e di altre storie racconta un nuovo libro, scritto da Philipp Springers e intitolato “Bahnhof der Tränen“, la «stazione delle lacrime».  Edito da Ch. Links, il volume raccoglie le testimonianze di decine di persone: passeggeri, guardie, impiegati della stazione.

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