Berlino, l’aeroporto fantasma diventa un’attrazione turistica

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[© Laurent Errera on Flickr / CC BY-SA 2.0]
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di Pierluigi Mennitti

Al nuovo aeroporto Willy Brandt di Berlino non si arriva e non si parte. Quello che viene considerato il disastro più imbarazzante della storia delle infrastrutture pubbliche tedesche è da qualche mese nelle mani di un manager di esperienza ma controverso come Hartmut Mehdorn (con passati recenti alla guida della Deutsche Bahn e di Air Berlin), il quale si dibatte tra la necessità di mettere ordine al caos organizzativo esploso dopo il quarto rinvio e una serie di proposte contraddittorie come l’apertura a rate dell’aerostazione o il prolungamento dell’attività dell’attuale aeroporto di Tegel.

Ma il Willy Brandt è diventato nel frattempo lo stesso un’attrazione per turisti. Non quelli con la valigia in mano pronti a decollare, ma quelli attratti da tour bizzarri e alternativi. Quattro volte alla settimana un’agenzia cittadina offre una visita guidata ai cantieri della struttura, alla modica cifra di 10 euro.

La catena di supermercati a basso prezzo Aldi, che nel suo business propone anche pacchetti di viaggio, ha addirittura inserito l’insolita esperienza in un’offerta speciale per Berlino che prevede per il resto giri più tradizionali e due notti di pernottamento a 79 euro.

SALE D’ATTESA DESERTE. Un cronista della Bild si è infilato nel gruppo dei visitatori e li ha seguiti nella loro passeggiata fra sale d’attesa deserte, banchi dei check-in ricoperti da fogli di plastica, piattaforme panoramiche sulle piste desolatamente vuote. «Il tour, con 14 persone a bordo di un bus climatizzato», ha scritto il quotidiano popolare, «inizia con il racconto da parte della guida di una barzelletta in perfetto umorismo berlinese, che però non fa ridere nessuno: quale sarebbe la soluzione migliore per i problemi del Willy Brandt? Vendere l’intero complesso all’Ikea e fare in modo che i geniali svedesi la smontino pezzo per pezzo, per poi rimontarla tutta assieme». La freddura gela i turisti e li prepara adeguatamente al clima che li attende sul posto.

Prima fermata, il centro per i visitatori, laddove fino a un anno fa frotte di giornalisti venivano accolti per farsi raccontare meraviglie immaginarie. La scalinata è arrugginita, dal tetto gocciola acqua e nel foyer è stata organizzata una vendita di souvenir: tazze, berretti, orsetti di peluche simbolo di Berlino e penne-stick usb, tutti con la sigla a caratteri cubitali che, un giorno, dovrebbe evidenziare lo scalo berlinese: Ber. Difficile resistere all’acquisto.

In cima, a 32 metri d’altezza, la torre panoramica, da dove è possibile lanciare lo sguardo verso il deserto dell’infinito, sulle piste prive di aerei e sulla vegetazione rigogliosa del Brandeburgo. Sembra un paradiso terrestre, si ode solo il cinguettio degli uccelli, lo stormire del vento e i click delle macchine fotografiche.

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2 COMMENTS

  1. Anche in Italia esiste un aereoporto fantasma da oggi 1 giugno 2013. Quello di Comiso in Sicilia Sarebbe bello organizzare una sponsorship .

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