Il passato nazista riemerge sotto la terra di Tempelhof

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Era lì, sepolta a pochi centimetri dal terreno. Per anni, però, nessuno se n’era accorto. Sono serviti i lavori di scavo realizzati da un team di ricercatori delle Freie Universität, coordinati dal professore Reinhard Bernbeck, per riportare alla luce le mura di una vecchia baracca risalente al periodo nazista ed utilizzata per ospitare alcuni prigionieri destinati ai lavori forzati. Che ora potrebbe aprire un “mondo” sotterraneo ancora da scoprire.

Nell’area dell’ex aeroporto, infatti, negli anni ’30 e ’40, venivano costruite ali, motori e componenti meccaniche destinate ad essere assemblati sugli aerei della Deutsche Lufthansa, la compagnia di bandiera tedesca durante il Terzo Reich. In migliaia, secondo alcune stime, potrebbero essere stati reclusi nel campo di prigionia di Tempelhof.

Alcuni indizi testimoniano le difficili condizioni di vita di queste persone. Nel terreno sono stati trovati resti di monete straniere, vecchie ceramiche – tra cui un piatto che esaltava la “Schönheit der Arbeit”, la “bellezza del lavoro” -, elmetti e divise dei reclusi (soprattutto americani), vecchie lettere, documenti, i chiodi che tenevano insieme le sottili pareti in legno delle baracche.

Fino a diecimila i reperti recuperati: una volta finita la raccolta, saranno esposti in un museo.

Le foto pubblicate dal Berliner Kurier

2 COMMENTS

  1. Mio nonno prima della seconda guerra lavorava a Tempelhof e ricorda i prigionieri che chiedevano pane mi ha raccontato che glielo portava senza essere visto.

  2. Il mio Papà è stato prigioniero lì dal Maggio ’44 fino alla liberazione…ho il suo diario di prigionia: un quadernetto di poesie scritto a matita che trasuda sofferenza ed una foto di gruppo dei suoi compagni di sventura. Non riesco a trovare informazioni: il diario dice: campo 330, Berlin Tempelhof, Edward Linnof, Shaffausenerstrasse. Qualcuno mi sa aiutare a trovare informazioni più precise??

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