“No alla riforma GEMA”: in duemila in corteo

Demo gegen GEMA 6.9.2012 © ilMitte.com

Erano circa duemila, ieri, i manifestanti radunatisi in Keithstraße, davanti alla sede berlinese della GEMA, per protestare contro la riforma che entrerà in vigore il primo gennaio 2013. Proprio dalla piccola via a pochi passi da Wittenbergplatz, verso le 18.30, è cominciata la parata lungo il Kurfürstendamm, protrattasi sino alle 22.

A guidare la protesta lungo il viale dello shopping di Berlino Ovest, una dozzina di carri colorati. Non mancavano “rappresentanze” di tutti i principali club berlinesi – Yaam, So36, Berghain. Dietro, i ragazzi hanno ballato e cantato, intonando anche diversi cori contro la riforma che potrebbe mettere in pericolo la sopravvivenza di molti celebri locali berlinesi.

Demo gegen GEMA 6.9.2012 © ilMitte.com

La nuova tassazione della GEMA, infatti, potrebbe rappresentare un colpo durissimo per le tasche di molti gestori, che dal prossimo anno si ritroverebbero a pagare molto di più per i diritti d’autore dei brani trasmessi o suonati durante le serate. Se ora i pagamenti vengono effettuati mensilmente con cifre forfettarie, In futuro i locali si vedranno costretti a pagare quotidianamente: e le percentuali sono quasi decuplicate.

Dalla GEMA, comunque, non è arrivato alcun segno di apertura. La società ha confermato la stessa linea di “difesa”, sostenendo che sino ad ora i club non hanno pagato nulla, o pochissimo, rispetto a quanto realmente dovuto. Secondo Ursula Goebel, portavoce della società, “alcuni dei club cittadini, in una serata, spendono più per la carta igienica che per i diritti d’autore”.

Sulla manifestazione, che avveniva a pochi metri dalle finestre del suo ufficio, Goebel ha detto: “Manifestazioni come questa mi fanno capire quanto le persone tengano realmente alla musica. Purtroppo, non tutte sono disposte a pagare questa passione in modo appropriato“. La dimostrazione “gegen GEMA”, organizzata dalla Fairplay di Dr. Motte, si è tenuta in contemporanea in altre grandi città tedesche.

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