In Germania compie 5 anni la legge anti-fumo

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Photo by carlo occhiena
sigarette berlin photo
Photo by carlo occhiena

La conseguenza più clamorosa si è avuta all’Oktoberfest di Monaco. Nel tradizionale appuntamento autunnale, a partire dal 2011, le “bionde” non sono più ammesse, almeno all’interno dei tendoni. Ovviamente non stiamo parlando di ragazze, né tantomeno – ci mancherebbe altro! – di birre, ma delle sigarette.

Eppure, il grande festival della birra bavarese non è stato certo tra i primi appuntamenti a bandire il fumo negli spazi comuni. In Germania, la legge contro le sigarette ha appena compiuto cinque anni: il divieto è effettivo negli edifici pubblici, sui mezzi di trasporto, nelle agenzie governative, nei tribunali, sugli aerei.

Accolta inizialmente con un certo sospetto (dai fumatori) e con entusiasmo (dai non fumatori), la legge è stata implementata pian piano in tutto il Paese, secondo il detto, ormai diffuso, “Se funziona all’Oktoberfest, può funzionare ovunque”. Anche a Berlino, tradizionalmente una delle città con il maggior numero di fumatori di tutta la Germania, la legge ha cambiato le abitudini degli abitanti.

Restano comunque ampi margini discrezionali per le attività commerciali, in particolare ristoranti e bar, che vogliono permettere ai clienti di fumare al coperto tra un drink e l’altro. Se il locale soddisfa determinate caratteristiche – è più grande di 75 metri quadrati, il cibo è confezionato e non cucinato, i minori non possono entrare – allora il proprietario può decidere liberamente.

Uno dei Länder più severi, in questo senso, è la Baviera, che sta studiando il modo di annullare tutte le eccezioni, introducendo multe fino a 2500 euro, secondo il modello applicato anche in Italia. Tra gli stati federali più libertini, invece, c’è il Nord Reno-Vestfalia, dove il fumo è ancora permesso persino in alcuni locali pubblici.

Secondo Lothar Binding, il socialdemocratico che cinque anni fa introdusse la legge anti-fumo, gli sforzi fatti non sono ancora sufficienti. “Ci vogliono misure più stringenti a livello territoriale”, ha spiegato. “Non puoi dire ad un ragazzo che a Mannheim il fumo è vietato perché pericoloso, mentre qualche chilometro più in là, a Ludwigshafen, è permesso”.

Binding ha spiegato che oggi tre tedeschi su quattro sostengono il divieto. Eppure, la lobby del tabacco rimane molto potente in Germania: basti vedere le decine e decine di cartelloni pubblicitari (in Italia vietati ormai da anni) che pubblicizzano sigari e sigarette.

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