Perché a Berlino… la memoria si conserva nei sampietrini?

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© ilMitte.com

Quelli più attenti di voi saranno già “inciampati” nei sampietrini d’ottone incastrati nei marciapiedi di Berlino. No? Ma come, l’abbiamo detto più volte che la capitale tedesca nasconde chicche in ogni suo angolo, ecco perché è d’obbligo passeggiare per la città con un occhio sempre allerta, anche verso i propri piedi. Non importa se la mamma ci ha insegnato a camminare a testa alta.

Le Stolpersteine, ovvero “pietre d’inciampo”, sono un progetto dell’artista tedesco Gunter Deming per ricordare le vittime del nazismo, in memoria dei cittadini deportati nei campi di sterminio. “Una persona viene dimenticata solo quando anche il suo nome è stato dimenticato”, questo il concetto da cui nasce la sua idea e dal quale si è poi sviluppata.

Le mattonelle d’ottone, infatti, portano incisa la frase “Hier wohnte”, ovvero “qui abitò”, seguita dal nome della vittima, la data di nascita e quella di morte, purtroppo sempre compresa tra il 1940 e il 1945. Le Stolpersteine vengono posate nel marciapiede davanti al portone di ingresso del palazzo in cui la persona abitò.

Anche il nome porta con sé un significato: un’azione, quella dell’inciampare, che assume una connotazione profonda, di rispetto. Come un inchino verso le vittime di un passato terribile, che si è consumato proprio qui, sugli stessi marciapiedi dove oggi tutti noi passeggiamo.

Sono più di 610 i luoghi dov’è possibile inchinarsi per leggere una Stolpersteine, tra Germania, Austria, Ungheria, Paesi Bassi, Belgio, Repubblica Ceca, Norvegia e Ucraina. Non solo, le Stolpersteine di Demnig sono giunte anche in Italia. A Roma, il 9, 10, 11 gennaio 2012, 72 sampietrini sono stati posati a terra per la terza edizione di Memorie D’Inciampi a Roma.

A motivare Demnig è soprattutto la partecipazione delle persone: per commemorare una vittima del nazismo, di cui si conosca il domicilio, è sufficiente contattare l’artista e commissionare una Stolperstein per la cifra di 120 euro, spedizione e consegna inclusi. Un gesto per riportare alla memoria tutte quelle persone che furono ridotte a semplici numeri, senza nome, senza identità e senza dignità.

2 COMMENTS

  1. In Trautenaustrasse, a Berlino, davanti all’ingresso di un solo edificio ce ne sono una ventina. Forse un record.

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