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“Un rilevatore antifumo in ogni casa”. Ma chi paga?

Sarà merito della sigaretta abbandonata sul materasso da Jörn Kubicki, il compagno di Klaus Wowereit, poche settimane fa, se ora tutti i politici di Berlino concordano. Dalla Spd alla Cdu, dai Verdi alla Linke, un’unica voce si è levata a sostegno degli allarmi anti-fumo che, secondo i governanti cittadini, andrebbero installati in ogni appartamento.

Sono economici, facili da montare e salvano molte vite: questi i “pro” evidenziati dal Ministro degli Interni Frank Henkel (CDU), autore della proposta in Parlamento. Del resto, a Berlino sono in media trenta le persone che, ogni anno, muoiono a causa degli incendi.

Non è una prima volta: come sottolinea il The Local, già un anno fa una proposta simile era stata bocciata, da un governo più spostato a sinistra. «Se un anno fa la proposta non fu approvata, non è colpa nostra», ha spiegato Udo Wolf della Die Linke. «Ovviamente, proteggere gli abitanti dagli incendi è ancora una priorità». Ora che Henkel ha fatto risorgere l’idea, anche a sinistra sono disposti a collaborare.

Il problema, ora, è capire chi pagherà. L’installazione dei sistemi anti-fumo in un 1.600.000 appartamenti berlinesi costerà infatti circa 300 milioni di euro. Il costo singolo è molto basso – circa 25 euro ad allarme – ma gli impianti andrebbero installati in ogni stanza, in cantina e persino sulle scale per essere davvero efficaci.

Un’idea non condivisa dall’Associazione Immobiliare Berlino-Brandeburgo, secondo cui gli allarmi non sono davvero efficaci: «Questi sistemi non prevengono gli incendi, danno soltanto un finto senso di sicurezza alle persone», ha spiegato David Eberhart, il portavoce.

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